Mercoledì, 29 Giugno 2016 00:00

La collaborazione con lo IED, intervista a L. Dorella

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D. Come è nato da parte di Ghelco l’intuizione di intraprendere un progetto con lo IED e quali sono le caratteristiche di tale collaborazione?

R. La nostra principale esigenza è stata quella di dare degli sbocchi rilevanti al nostro sistema Valjet, concepito e sviluppato per collocarsi su una fascia di mercato medio-alta dell’Interior Design. Tale posizione ha però creato un divario tra l’utilizzatore ed il bisogno dell’utente finale: molto spesso chi acquista la nostra macchina ha dei grossi margini di miglioramento dal punto di vista della creatività per poter effettuare un lavoro soddisfacente per il cliente ultimo. Per questo motivo abbiamo pensato potesse essere costruttivo combinare insieme tre fondamentali elementi: la tecnologia, l’artigianato e la scuola. Ovviamente era indispensabile che quest’ultima si occupasse di design ad un livello adeguato, per questo abbiamo scelto di coinvolgere direttamente quelli che sono i professionisti del futuro design, ossia gli studenti dello IED, l’Istituto Europe del Design. Trattandosi di una realtà ben radicata sul territorio nazionale ed europeo, lo IED ha modo di coinvolgere diverse culture ed una vasta eterogeneità di stili, garantendoci così l’accesso ad un network di formazione estremamente interessante soprattutto dal punto di vista della capacità progettuale. La tecnologia di Ghelco è interamente sviluppata in Italia, ed è orientata principalmente all’industria del design, che rappresenta un’importante fetta del Made in Italy: l’idea di coinvolgere una scuola di origine italiana ci è sembrata pertanto un adeguato completamento per la nostra attività. Partendo quindi dall’esigenza di far realizzare dagli studenti dello IED dei progetti che potessero essere utilizzati dai clienti Valjet, il programma si è poi sviluppato con la possibilità di inserire gli studenti stessi direttamente sul panorama lavorativo. Da ciò ne è nata un’attività di formazione in cui sono stati accorpati gli studenti di design e quelli di disegno industriale, con l’obiettivo di creare una forte relazione tra la materia oggetto del design e la grafica. Tale corso ha portato alla realizzazione di progetti interessanti: grazie all’attività di formazione e a piccoli workshop tenuti direttamente in azienda Ghelco per apprendere appieno le caratteristiche della tecnologia Valjet, gli studenti hanno dato libero sfogo alla loro interpretazione e fantasia presentando progetti che spaziavano dalla decorazione grafica delle posate di acciaio, ad elementi di arredo interno ed urbano. Tali progetti sono stati presentati e sono stati oggetto di valutazione: molti di essi hanno superato le nostre aspettative. Inoltre, i lavori realizzati dagli studenti verranno inseriti su www.ghelcocrea.it, sito di commercio on line di immagini e di progetti per l’arricchimento estetico di manufatti per l’arredamento. Così facendo daremo visibilità al lavoro svolto dagli studenti, creando un contesto che permetta loro di affacciarsi direttamente sul mercato e di vendere direttamente i loro progetti. In questo modo l’utilizzatore della macchina potrà interloquire con lo studente per acquistare le grafiche ed i progetti creati, oppure per sviluppare un progetto su misura.

D. Qual è stato il valore aggiunto che ha dato Ghelco alle lezioni seguite dagli studenti dello IED?

R. Abbiamo ospitato in Ghelco gli studenti dello IED con incontri di pura teoria, all’interno dei quali veniva esplorato il tema della stampa digitale, con particolare attenzione ai valori aggiunti e le peculiarità della nostra macchina Valjet. Dopodiché abbiamo realizzato insieme alcuni lavori, creando delle stampe, presentandone tutti i dettagli tecnici ed analizzando così la qualità della stampa Valjet: la raffinatezza della chimica, le trasparenze e la capacità di interagire con il materiale. La finalità di tali incontri formativi era quella di impartire agli studenti un’adeguata conoscenza della macchina Valjet, per poterne poi interpretare le caratteristiche in vista di una nuova progettazione.

D. Qual è l’importanza per Ghelco di partecipare all’attività culturale del Paese ?

R. Per noi che miriamo a innovare i mercati creando uno strumento per generare del valore aggiunto al Made in Italy, investire sui giovani progettisti vuol dire trovarsi un domani dei professionisti pronti e consapevoli di ciò che il mercato offre, della tecnologia di cui possono usufruire generando nuovi progetti. La collaborazione con lo IED ha visto la partecipazione di tre elementi tutti italiani: la tecnologia Ghelco, il manifatturiero e la scuola, una sinergia incentrata a valorizzare l’artigianato, il senso estetico e la qualità progettuale.