Martedì, 25 Ottobre 2016 00:00

INTERVISTA A DAVIDE VERCELLI

D. Come nasce il progetto con Ghelco Srl?

 

R. Pur conoscendo personalmente in precedenza l’azienda, in questo specifico caso il contatto ci è stato fornito direttamente dallo IED. A mio avviso, la sfida e al contempo l’aspetto interessante del corso che avrei dovuto svolgere era quello di immaginare insieme ai ragazzi i campi di possibile applicazione di una tecnologia ancora poco conosciuta, finalizzata alla comprensione di quelli che possono essere i campi nuovi di applicazione, individuando le aziende che producessero quegli oggetti che potessero essere proposti con le serigrafie oggetto dello studio. Sarebbe stato però molto banale proporre delle grafiche immaginando un catalogo da proporre al cliente. Abbiamo pertanto fatto un passo ulteriore: abbiamo stimolato i ragazzi a fare una ricerca di mercato pensando ai possibili campi di applicazione di tale tecnologia, proponendo prodotti innovativi spaziando ad esempio dalle pareti ventilate alle stoviglie.

 

D. Qual è stato il feedback da parte degli studenti?

 

R. Essendo abituati a perseguire obiettivi più concreti e focalizzati, inizialmente sono rimasti spiazzati. Dialogando con ciascuno di loro, sono emersi i loro orientamenti artistici e ciò che maggiormente incontrava il loro gusto: in questo modo siamo poi andati a focalizzare per ognuno un obiettivo più specifico e personalizzato. Attraverso questi colloqui personali i ragazzi sono stati indirizzati a scegliere in autonomia secondo le proprie attitudini, garantendo così la copertura di una gamma di prodotti molto ampia e diversificata.

 

D. Quale pensa sia stato l’apporto dato da Ghelco a questo progetto, che vede l’interazione concreta tra il modo della formazione e quello del lavoro ?

 

Ghelco è tra le aziende che maggiormente credono nelle potenzialità degli studenti: ha dato grande visibilità alle capacità ed al lavoro svolto dai ragazzi, mettendoli in diretto contatto direttamente con il cliente finale, donando loro delle grandi opportunità lavorative. Inoltre, il contributo di scuole di formazione come lo IED è davvero molto importante, perché i corsi sono strutturati in modo tale da essere correlati a specifiche tipologie di aziende, dando l’opportunità agli studenti di avere un primo vero contatto con una realtà industriale, visitando l’azienda, incontrandone i diretti referenti ed entrando in diretto contatto con il settore produttivo, avendone così un impatto del tutto reale e concreto e potendo sviluppare una conoscenza avanzata della realtà industriale. Gli studenti sono venuti a contatto con aziende che offrivano tecnologie innovative non ancora presenti sul mercato, ed è stato chiesto loro di pensare attivamente ad utilizzi alternativi di tali tecnologie, sentendosi così parte attiva del progetto.  In questo modo gli studenti diventano parte attiva della loro stessa formazione, al termine della quale hanno la possibilità di approcciare ad un parco clienti che ha già avuto modo di fare la loro conoscenza.