Giovedì, 01 Dicembre 2016 00:00

INTERVISTA A LUIGI DORELLA

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D. Come è nato da parte di Ghelco l’intuizione di intraprendere un progetto con il POLITECNICO e quali sono le caratteristiche di tale collaborazione? 

R. Ci siamo rivolti al dipartimento del Politecnico MATto - Materioteca del Politecnico di Torino, che opera una ricerca sul territorio internazionale al fine di selezionare materiali innovativi per la costruzione e l’arredamento. La nostra proposta è stata quella di creare una sinergia tra il valore tecnico apportato dai nostri mezzi e la loro dedizione alla ricerca di nuovi materiali. È stata fatta un’attività di formazione sui professionisti che operano nel settore per esporre loro le peculiarità della nostra macchina Valjet, abbiamo svolto dei laboratori e delle prove tecniche, dimostrando di avere realmente dei contenuti da offrire.

Abbiamo eseguito una selezione dei produttori di materiali più interessanti ed è stato presentato loro il nostro progetto, proponendo la realizzazione di prototipi per comprendere insieme se ci potessero essere i presupposti per una collaborazione.

Questo progetto per noi risponde a degli obiettivi a breve termine, poiché una volta individuato il produttore interessato alla nostra tecnologia Valjet, dopo avergli fornito dei campioni che ne dimostrino la qualità, potrebbe probabilmente essere disposto ad investire. Laddove invece il cliente condividesse le qualità del nostro prodotto ma non fosse interessato ad investire, avrebbe comunque modo di usufruire della nostra tecnologia attraverso la collaborazione con l’azienda Vignali Group di Massa Carrara, nostro cliente.

La collaborazione con il Politecnico diventa così una comune ricerca di potenziali condizioni e materiali che possono conciliare con le caratteristiche tecniche della nostra macchina Valjet.

D. Quale è stato nella pratica l’apporto di Ghelco all’attività di formazione?

La formazione si è svolta prima in Università per la parte teorica e successivamente in azienda Ghelco, in cui sono stati fatti approfondimenti e prove tecniche.
 In un secondo momento noi di Ghelco ci siamo recati in Università per curare la selezione dei materiali, la presentazione ed il contenuto grafico da inviare ai potenziali interlocutori.

D. In che modo le aziende possono contribuire alla formazione scolastica delle nuove generazioni?

Ritengo che, sia per gli enti scolastici privati che per le università pubbliche, possa essere fondamentale dare la possibilità ai propri studenti di intravedere degli sbocchi lavorativi o di vivere delle esperienze nel mondo del lavoro reale. Tali propositi riescono a creare una forte sinergia tra la concretezza di ciò che oggi richiede il mercato e le competenze e la creatività di quella che sarà la nuova forza lavoro, ponendo gli studenti sin da subito a diretto contatto con i nuovi strumenti che andranno poi a sviluppare i loro progetti.

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